Protagonisti… presenti e passati.2018-12-19T14:18:16+00:00

PROTAGONISTI PASSATI E PRESENTI

Francesco Boito

”Ho cominciato a seguire il Ponte fin da piccolissimo grazie a mio papà Eliseo che è stato un dirigente per molti anni e mi portava sempre a vedere le partite.
Ho giocato nelle giovanili del Ponte fino agli allievi regionali, abbiamo vinto tanto, eravamo una squadra fortissima. Ho un ricordo bellissimo di quegli anni.
Quando ho cominciato a giocare a livello professionistico la sera chiedevo sempre che cosa avesse fatto il Ponte.
Mi ricordo la prima promozione in uno spareggio a Conegliano, io ero molto piccolo, poi quella di mister Bui, quella di mister Borsato con tanti amici che ci giocavano, una grande squadra, per raggiungere l’apice con la promozione in eccellenze con mister Frandoli, anche quella è stata una grande squadra.
Il Ponte per me è stato un punto di riferimento molto importante sia in campo che fuori, non posso non ricordare con affetto tutti i dirigenti ed i vari accompagnatori che hanno fatto la storia del Ponte, in particolare Giuseppe Mares, Roberto De Pra, Ilio Cubattoli, Giuseppe Pison, Piero Tomasella, Luigi Collazuol, Gino d’Incà, Massimo Collarin, “Berto” Da Ronch, Ernesto Collazuol (il nostro grande segnalinee), Angelo Molin (vice allenatore, D’Alfonso, Mano, Alfiero Rossi (allenatore delle giovanili) e Italo Roldo (primo allenatore che ho avuto).
Per finire un applauso a tutti i dirigenti attuali del Ponte che in un momento cos’ difficile riescono nonostante tutto a far si che il nome della nostra società rimanga sempre alto.”

Con affetto
Francesco Boito

Giuseppe Azzano

Nella mia vita ho praticato molti sport sci, nuoto, pallavolo, pallacanestro, attività subacquea ma lo sport di squadra che ho praticato di più e pratico ancora tutt’oggi è il calcio e quando penso al calcio penso a un colore, penso al GRANATA.
Nella mia lunga militanza calcistica ufficiale terminata a circa 38 anni soprattutto a “fine carriera” ho giocato con molte squadre (Caerano S. Marco, Longarone, Cavarzano e Castion) ricevendo grandi soddisfazioni vincendo campionati, coppe Veneto, classifica capocannonieri più volte ma nel mio cuore è rimasta e rimane sempre una squadra il Ponte nelle Alpi.
Al “Ponte” sono legati i ricordi più vivi, vittorie e sconfitte, gioie e dolori vissute con un gruppo che è rimasto legato e unito ancora adesso, eterni ragazzi oramai cinquantenni se non sessantenni spinti ancora dalla voglia di giocare e divertirsi insieme.
I ricordi di gioventù si sa sono probabilmente i più belli, ci sono stati e si sono alternati in quegli anni giocatori, allenatori e dirigenti che farei fatica a nominare tutti ma come dimenticare tra gli allenatori Alferio Rossi ai tempi dei giovanissimi e tutti gli altri che hanno dato a loro modo un’impronta importante o dirigenti con la D maiuscola come Bepi Mares, Ilio Cubattoli, Eliseo Boito nel momento dei miei esordi in prima squadra a 16 anni e mezzo quando nella mia prima partita in prima categoria contro il Crocetta vincemmo 3-1 e segnai anche un gol o giocatori storici come “Furi” Boito, Piero Da Ronch, Tonizzo, i fratelli Vezio e Dario D’Incà, Gianni D’Incà e tutti gli altri più “giovani” con cui abbiamo continuato mantenendo alto il nome del “Ponte” la nostra avventura con i veterani Amici del Ponte.
Ringrazio davvero col cuore questa società che mi ha dato tanto e a cui ho dato tanto, che mi ha regalato tantissime soddisfazioni e soprattutto grandi amicizie.
Auguro a tutti i suoi giocatori e a tutti i suoi dirigenti le migliori soddisfazioni possibili e di tornare al più presto ai livelli che competono a questa gloriosa società” 

Un carissimo saluto
Giuseppe Azzano

Roberto Padrin

Raccontare la mia esperienza con la gloriosa maglia del Ponte nelle Alpi mi dà la possibilità di ricordare tantissimi splendidi momenti della mia vita calcistica. Non sono certo mancate alcune delusioni, ma restano ricordi fantastici di compagni di squadra con i quali ci lega una profonda amicizia ancor oggi. E questo è uno dei valori più importanti dello sport.

La prima stagione in granata è stata la 1990/1991. Dopo aver iniziato a giocare nel Longarone, con alla guida Giustino Del Vesco, che mi ha insegnato e fatto innamorare del pallone, e quattro anni a Montebelluna, il trio formato da Ilio Cubattoli, Eliseo Boito e Luigi Collazuol con presidente Roberto De Prà, mi portò a Ponte. Eravamo in Promozione nell’anno in cui ben sei squadre avrebbero avuto accesso in Eccellenza. Iniziammo, sotto la guida di Sergio Nadal, in maniera straordinaria con una vittoria per 3 a 0 sul campo del Santa Lucia di Piave, poi vincitore di quel campionato, con una mia doppietta. Giocare al fianco di Francesco Boito, che arrivava dai professionisti, di Charly Pierobon, e un gruppo di ragazzi giovani e bravi, era esaltante, ma poi nel girone di ritorno pagammo lo scotto dell’inesperienza e fallimmo la promozione arrivando ad un drammatico spareggio con il Sedico giocato a Longarone, che ci vide perdere ai rigori. Fu davvero un epilogo amaro, consapevoli di aver gettato al vento un’occasione unica.

L’anno successivo ripartimmo, ma fu una stagione difficile. Nadal venne sostituito dopo poche domeniche da Piero Galli e riuscimmo a salvarci pur con tante difficoltà e una squadra partita con ben altre ambizioni, grazie ad una vittoria fondamentale sul campo del Treviso ’90 (società che non esiste più!) vincendo 1 a 0 con un mio gol, dopo un bellissimo uno-due con Andrea Fano, che non dimenticherò mai. Il gruppo era valido con giocatori davvero bravi come Gigi De Prà, Alessandro Prest, Denis Truant, Dario Zoppè, Giuseppe Faso e tanti altri.

La stagione successiva con presidente Giuseppe Pison e sponsor l’Ecorav vide l’arrivo in panchina di Angelino De Bona. Fu lui a cambiarmi di ruolo spostandomi sulla fascia sinistra e fu un’intuizione felice per me. Fu un buon campionato giocato a ridosso delle migliori (l’inizio fu fantastico, ma poi…), c’era anche il Longarone con cui pareggiammo entrambe le volte, oltre alla Feltrese. A vincere quell’anno fu il Portogruaro.

Stagione 1993/94 si parte alla grande con De Bona in panchina e primo posto conquistato alla settima giornata. Da quel momento però la squadra si inceppa e a Natale De Bona rassegna le dimissioni. Al suo posto figura “Checco” Boito con il supporto di Walter De Gasperin. Ci salvammo, ma furono troppi gli alti e bassi.

L’estate del 1994 vide l’arrivo di Aldo Borsato reduce dai successi con il Longarone e l’ingresso in società di Pierluigi Tomasella. Le ambizioni erano alte. Arrivarono Pontello e Rauti con l’amico Michele Zaia e la partenza fu come al solito alla grande con primato fino alla decima giornata. Era l’anno del trentennale della società. Ma pian piano la squadra si spense. La società decise di cambiare affidando la panchina ad Enzo Sabbadin chiudendo a centroclassifica.

La stagione 1995/1996 fu l’anno della storica promozione in Eccellenza. Una cavalcata straordinaria. Tomasella decise di portare in panchina il trevigiano Walter Frandoli. Arrivarono Claudio Losso, i fratelli Gava e a ottobre Gianfranco Borgato. Dopo un inizio non dei migliori la squadra inanellò ben 19 risultati utili consecutivi conquistando lo storico traguardo con il pareggio casalingo con il Meolo e il concomitante pareggio del già retrocesso Belluno sul campo dell’Opitergina nostra avversaria fino alla fine. Segnai 12 gol. Ricordo ancora quando Gigi Renna, nostro dirigente al cellulare esplose di gioia la pareggio del Belluno quella domenica di aprile.

L’anno successivo, il primo di Eccellenza, fu di grandi cambiamenti in squadra. Arrivarono i vari Raveane, Andreetta, Della Bella, Doratiotto e alla fine ottenemmo un ottimo quinto posto. Segnai 17 reti con una tripletta finale con lo Jesolo difficile da dimenticare (un gol addirittura da metà campo). Al termine della stagione sembrava dovessi andar via, ma era troppo il legame con la maglia granata e alla fine decisi di rimanere.

Borgato da giocatore fondamentale passò ad allenare e la scelta fu decisamente azzeccata. Eravamo una squadra giovanissima con Barbazza, Soccal, De Nadai e il compianto e indimenticato Giampaolo Bortoluzzi. Nel campionato vinto dal Portogruaro finimmo addirittura (segnai una decina di reti) terzi dietro Portosummaga e La Marenese con l’ultima partita giocata sul campo dell’Edo Mestre il 10 maggio 1998, data che segnò di fatto la fine del glorioso Us Ponte nelle Alpi.

Si perchè l’estate del 1998 segnò la nascita di una nuova società che divise il paese. Nacque infatti il Bellunoponte con presidente Franco Vicentini, vice Giuseppe Pison e Mario Pavanello, direttore generale Tomasella, direttore sportivo Paolo Mezzacasa, ma soprattutto con patron Renzo Savasta. Borgato fu confermato mister e disputammo, giocando le partite in casa all’”Umberto Orzes” una stagione da protagonisti in lotta per la promozione con La Marenese. Arrivarono Bottega, Moschetta e “Ciccio” Esposito. Disputammo partite memorabili. Ricordo il gol nel derby (quell’anno ne feci 12) che decise il derby con la Feltrese in una cornice di pubblico straordinaria, ma alla penultima giornata nello scontro diretto con La Marenese colpimmo tre pali (un mio clamoroso praticamente a porta vuota!) e finimmo a pari punti. Lo spareggio giocato a Vittorio Veneto finì 3 a 0 per i trevigiani lasciandoci un’amarezza indescrivibile.

Borgato a fine stagione fu rilevato da Marin e la società decise di giocare al Polisportivo di Belluno. Di fatto quella stagione, che ci portò in serie D ripagandoci della delusione della stagione precedente, fu l’ultima con il nome Bellunoponte. Dall’anno successivo fu solo Belluno, mentre a Ponte nacque una nuova società con i colori granata e una storia da riscrivere.

Ho vestito per oltre dieci stagioni la maglia granata e per me è stato un onore e motivo di orgoglio. Ringrazio dirigenti, sponsor, allenatori, tecnici, che mi hanno permesso di vivere emozioni uniche, che porterò per sempre nel mio cuore.

Grazie Ponte!!!

Roberto Padrin

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